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Starita a Torino: il cuore di Napoli batte in piazza CLN

Starita a Torino: il cuore di Napoli batte in piazza CLN

Alzi la mano chi tra voi può definirsi Piemontese Doc, per Doc intendo da almeno 7 generazioni.. non vi vedo, sbracciatevi!!
Ecco, perché Torino dal secondo dopoguerra è stato un acquerello di accenti per lo più meridionali. Richiamati dalla promessa di trovare una casa e un lavoro i nostri nonni hanno impacchetato in valigie di cartone le poche cose che avevano e con grandi speranze sono venuti al nordE. Asciugatevi gli occhietti che questa premessa serviva solo a dirvi che come molti torinesi, anche io sono nata e cresciuta a Torino (in provincia dai) ma che il mio patrimonio genetico è frutto dell’amore di un casertano e di una palermitana che si sono conosciuti a Vinovo e che all’inizio non si potevano vedere…
Probabilmente il mio 50% paterno ha avuto la meglio in fatto di gusti culinari quindi eccomi qui a “smarronarvi” l’anima parlandovi di pizza; ma !!!alert spoiler!!! per questa esperienza ALTAMENTE napoletana mi sono fatta affiancare da un’ospite d’eccezione… Quale sarà il suo verdetto?

Starita a Materdei
Via XX Settembre 36 | Torino
011 1923 4019

Lu – Do | 12 – 14:45 / 19 – 23:45

Prezzo | Margherita 7€

Sito | Facebook | Instagram

Pizzeria Starita: un’istituzione da 119 anni

Starita nasce nel 1901 nel ventre caldo della città di Napoli, dapprima come cantina, poi dopo gli anni ’40 diventa luogo di degustazione di vini e piatti tradizionali. Quest’ultimo è l’assetto che porta Starita a diventare trattoria, pizzeria e friggitoria, qui nel ’54 sono state ospitate le riprese de “L’oro di Napoli” che vedono Sophia Loren nei panni di una bellissima pizzaiola.
Il Cavalier Antonio Starita è il vice presidente dell’ Associazione Pizzaiuoli Napoletani che tutela la vera pizza napoletana ed è anche presidente de “Le Centenarie” le 10 pizzerie più antiche di Napoli che si pongono come obbiettivo quello di formare le nuove generazioni di pizzaioli e al tempo stesso di dare visibilità alle realtà storiche.

La pizza di Starita a Torino: Odi et Amo

Sono arrivata arrivata da Starita con lo stomaco belligerante, mi ero preparata leggendo il menù in mattinata e una voce mi aveva fulminata: ANGIOLETTI FRITTI con pomodorini e rucola, un kg grazie! E poi le Montanarine con salsa e ricotta salata.

Inibiti i gorgoglii, attendiamo le pizze e vi cito il Disciplinare della Vera Pizza Napoletana (da qualche parte l’ho già detto che la pizza è una cosa seria, vero?).

La pizza napoletana è tondeggiante con un diametro di massimo 35 cm, deve avere il cornicione rialzato di 1-2 cm privo di bruciature (cosa non facilissima aggiungo io), morbida e fragrante. La cottura avviene in forno a legna tra i 430° e i 480° tra i 60 e i 90 secondi.

starita torino

Ecco a voi la “Marinara alla Starita” con salsa, datterino, origano, aglio, pecorino e basilico, la “Noci e Fiorilli” con crema di noci, fiori di zucca, zucchine e provola affumicata e la “Pizza Girella” con fior di latte e sfoglia farcita con cotto e rucola e pomodorini.

I profumi sono inebrianti e riaccendono la fame che era stata appena tramortita dalle “sfiziosità”, questa pizza o la ami o la odi perché si potrebbe pensare che la cottura non sia stata portata a termine siccome resta morbida e si adagia sensualmente tra le vostre mani. Ma non starei a dilungarmi oltre perché come promesso ho una Guest Star super titolata che vi darà la sua opinione in merito alla pizza di Starita, lei è Mariella giornalista col calice di vino in mano, sempre alla ricerca dell’instagram post perfetto, art lover e con gli occhi pieni di viaggi da raccontare. Lei è la nostra corrispondente per Le strade di Napoli.

#CONSIGLIATODALLESTRADEDINAPOLI
Nell’era del 3.0, della cucina cosmopolita, sembrerebbe un’impresa facile ritrovare i sapori di casa propria ovunque ci si trovi. Nel caso della pizzeria Starita di Torino il gusto risulta meglio dell’originale partenopeo e questo si tramuta in una piacevolissima emozione per chi è in città, lontano dalla bella Napoli.
Ad Arcivescovado, l’odore dell’impasto fragrante è il biglietto da visita dello storico locale che, certo, pecca di quegli elementi “instagrammabili” che lo stradaro doc vorrebbe trovare in questa sede, ma che non mancano nella scelta delle materie prime, vero amarcord della napoletanità. Le pizze classiche sono sempre le nostre preferite, insieme con gli angioletti (sia nella versione salata sia in quella dolce). Chiudete gli occhi e lasciatevi ispirare dal profumo (e dall’acquolina)!

Mi sembra chiaro che Starita anche a Torino valga ben una messa!
Ma cerchiamo di essere lungimiranti, se tra i buoni propositi di questo VentiVenti avete anche la “remise en forme” Marta ha quello che fa per voi!


All images © 2020 Daniele Epifani