Biglietto aereo in mano, passaporto pronto e si vola in Giappone! Abbiamo una soluzione molto più comoda (ed economica) a pochi passi da noi, quindi venite tra i vicoli di Genova alla scoperta di Tamashi Fish Market: un omaggio a Tsukiji, lo storico mercato ittico di una volta.
Tempo fa, vi avevamo raccontato di Tamashi Ramen, oggi vi vogliamo mostrare un altro affascinante lato della cultura nipponica, ovvero quella che si nasconde tra i banchi del miglior pesce appena pescato. Nasce così Tamashi Fish Market.
L’atmosfera da Tamashi Fish Market
Apriamo la porta di Tamashi Fish Market e veniamo immediatamente teletrasportati in Giappone. I suoni ovattati, i rintocchi delle fermate ferroviarie e le voci in lontananza ci accompagnano al tavolo. Il tempo attorno a noi sembra essersi fermato, giriamo la testa e vediamo luminose lanterne, antiche locandine, insegne calligrafiche, tessuti a forma di pesce che ricordano i vecchi mercati nipponici. Ma allora siamo davvero atterrati in Giappone!
Proprio come in un manga, decidiamo di immergerci completamente in un’atmosfera stile Ichiran. Avete presente quelle postazioni in legno dove i protagonisti mangiano in solitaria e silenzio, senza distrazioni? Ecco quelle (dalle foto forse si capisce meglio). Una full immersion nella cultura giapponese guidata da simpatiche istruzioni all’uso da seguire alla lettera, mi raccomando!






Noi naturalmente abbiamo rispettato tutte le linee guida da buonə stradarə e ci siamo apprestati a consultare il menù in carta.
Tamashi Fish Market: la filosofia del menu
Se da Tamashi Ramen consumiamo prevalentemente carne, Tamashi Fish Market è lo specchio dove possiamo assaporare il pesce in tutte le sue sfaccettature: dai crudi ai gamberi fritti, attraversando la vera filosofia dello street food nipponico con i relativi condimenti studiati nei minimi particolari.
Le materie prime presenti in menu provengono quasi esclusivamente dal Giappone e vi è una cura maniacale per la qualità degli ingredienti, a partire dall’elemento base della cultura gastronimica del Sol Levante: il riso. La varietà deve essere rigorosamente il Koshihikari. Una volta giunto da Tamashi Fish Market, viene trattato con sapiente maestria e cucinato al vapore (la bollitura non è ammessa!!!). Il chicco deve rimanere sodo e morbido per preservare il caratteristico sapore umami, ovvero il profondo quinto gusto che avvolge il palato ad ogni boccone.



I piatti
Passando alle cose ancor più serie, cosa abbiamo ordinato?
Non potevamo non scegliere la selezione dei crudi. Abbiamo optato per la ricciola e le capesante provenienti direttamente dal Nord del Giappone, la combinazione con le alghe nori, le foglie di Shiso e la polvere di soia e wasabi ci ha fatto gridare ‘wow!’ a ogni morso.
Come antipasti caldi abbiamo provato i croccanti gamberi in pastella tenkasu e l’Okonomiyaki, dove i sapori danzano tra le papille gustative in un’alchimia perfetta. Ragazzə, fidatevə di me, provate questa frittella salata perché è davvero la fine del mondo!
Passiamo ai piatti principali e, come dice il tipico motto di Tamashi Fish Market, sorry no sushi! Quindi via con il Nabe, un tipico piatto regionale dove gli ingredienti vengono stufati all’interno di una graziosa pentolina, che viene posizionata su un fornello al centro del tavolo. Il brodo muta nella sua forma e sapore in base alle materie prime scelte (carne, pesce e verdure) ed esprime al meglio la propria identità con l’aggiunta del carboidrato prescelto. Gli shirataki, leggerissimi spaghetti ottenuti dalla radice del konjac, sono stati una sorprendente scoperta (e soprattutto hanno praticamente 0 calorie carə amicə attentə alla linea!).
Il Don invece è una ciotola di riso arricchito con diversi ingredienti e ogni variante è tipica di una regione, rispecchiando un carattere unico ed inimitabile. La versione che più ci ha incuriosito è quella con l’anguilla grigliata, un pesce grasso, tenero e saporito. La tradizione dell’antico quartiere Asakusa di Tokyo è stata largamente rispettata e, per un attimo, siamo tornati seduti tra le panche dei mercati giapponesi degli anni ’60.






I dolci
E come dolce? Rullo di tamburi… Fagioli Rossi!
Qua, il dessert tipicissimo è sicuramente il Taiyaki Edo, un waffle a forma di pesciolino ripieno con la marmellata di Azuki, i tanto rinomati fagioli rossi giapponesi. Potete comunque provarli anche in altri dolci come i celeberrimi mochi oppure in una variante più nota al mondo occidentale, la cheesecake.
Non mancano altre specialità dolciarie provenienti da ogni regione del Giappone, ciascuna con la propria storia e tradizione. Noi stiamo già fremendo per tornare qui da Tamashi Fish market a completare tutta la mappa del gusto tra le diverse aree del Paese.


Cosa si beve da Tamashi Fish Market
Sakè, ovviamente. Se siete degli estimatori, lascio a voi la scelta, altrimenti abbandonatevi ai sapienti consigli dello staff di Tamashi Fish Market come abbiamo fatto noi. Non essendo dei bevitori seriali del celeberrimo “vino di riso”, ci hanno suggerito la variante più fruttata e floreale, ma non lasciatevi ingannare, anche in quella la presenza dell’alcol è bella persistente!
Sei più tipə da birra? Nessun problema! Qui troverete diverse proposte artigianali, ognuna espressione tipica del proprio territorio e custode degli antichi metodi tradizionali.
Ah dimenticavo, a fine pasto abbiamo sorseggiato un liquore allo yuzu buonissimo!


La pausa pranzo da Tamashi Fish Market
La prossima volta che andremo da Tamashi Fish Market sarà a mezzogiorno, perché abbiamo scoperto che propongono il Teishoku, il tipico vassoio giapponese diviso in scompartimenti composto da riso (ovviamente), una zuppa, delle verdure e una proteina. Noi siamo già in love totale e ora potrete godere anche voi di una pausa pranzo veloce, bilanciata e salutare.
Insomma, se avete voglia di una vera immersione nella cultura gastronomica nipponica senza dover passare 13 ore in aereo, questo nuovo angolo di Genova è decisamente il posto giusto per voi. Vi aspettiamo tra i banchi di Tamashi Fish Market, a presto!
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