Menu & Search
Il Cardo e l’Ortica: cucina vegetale consapevole

Il Cardo e l’Ortica: cucina vegetale consapevole

Per cominciare a raccontarvi questa esperienza dobbiamo fare delle premesse: la verdura per Andra non è mai stato un problema, per Yan sì. L’unico strappo alla regola sono le zucchine preparate dalla sua mamma, per lui sono insuperabili.

Chi l’avrebbe mai immaginato che un giorno saremo entrati in un ristorante di cucina 100% vegetale? Yan non di certo. Ancora più incredibili sono state le nostre reazioni perciò continuate a leggere perchè non potete perdervele.

Il Cardo e l’Ortica
Largo dell’amicizia, 4 San Biagio|Cuneo
348 333 0507 – ilcardoelortica@gmailcom
Pranzo e cena su prenotazione

Me – Gio – Ven – Sab – Dom| pranzo e cena

Instagram|Facebook

Cosa significa Cucina Vegetale Consapevole

Oggi veniamo etichettati e messi in delle scatole (categorie) come se dovessimo appartenere per forza ad un qualcosa, ma il mondo è tondo e tutto deve circolare, non restare chiuso in una scatola”

Abbiamo conosciuto Nadia colei che studia, idea e prepara i piatti del Cardo e l’Ortica. Non le piace usare come dice lei la “bistrattata” etichetta di “vegana”, ma definire la sua cucina vegetale consapevole. Si intende quindi una proposta gastronomica che rispetta la stagionalità degli alimenti, ma anche il lavoro di chi li produce.

Nadia propone materie prime lavorate da una rete di persone non necessariamente dotate del ‘bollino bio’, ma che coltivano facendo del loro meglio, in relazione al contesto territoriale in cui operano, cercando di rispettare l’ambiente anche se non ancora pronti per una certificazione.

Dei formaggi non formaggi

Questo è un duro colpo per gli addicted del formaggio, i “Tuma’ch” di Nadia sono buoni come quelli veri, ci ha anche spiegato come li prepara: sono composti da 100% anacardi e possono essere aromatizzati con varie spezie. Una volta creata la forma li lascia stagionare per almeno 15 giorni.

In un solo piatto si riescono ad avere gusti completamente diversi, delicati e di carattere, li potete trovare nella versione naturale (viene lasciato stagionare nel fieno), ai petali di fiordaliso, allo Za’ atar (una miscela di erbe del Medio Oriente con sesamo, cumino, paprika dolce, nigella), alle spezie ed erbe, alla paprika affumicata e all’impepata.

Ed è subito amore a primo assaggio per quello alla paprika affumicata che come ci ha fatto notare Nadia ha lo stesso sapore della Philadelphia al salmone, ci avranno ingannato per tutti questi anni? Andra (che metterebbe il pepe su qualsiasi piatto) ha adorato quello all’impepata, in generale avremmo fatto il bis di tutto.

Ma i vegani mangiano?

Potremmo stare una giornata interna a parlare dei piatti di Nadia, ma arriviamo al momento in cui Yan ha mangiato della verdura: Mamma di Yan, se ci stai leggendo sappi che sei stata tradita! Abbiamo assaggiato del Tempeh croccante accompgnato da gambi di zucchina e coste saltati in padella con salsa Shoyu. Una portata audace per chi non è solito mangiare molta verdura.

Abbiamo continuato con un Hummus di ceci e noci che abbiamo deciso di chiamare “The Garden”, incredibilmente buono, da mangiare a vagonate. Viene servito con frutta e verdura fresche e i fermentati che Nadia autoproduce. Possono essere fermentati in salamoia (acqua e sale) oppure solo da salatura (il sale estrae i liquidi dalle verdure), da provare a-s-s-o-l-u-t-a-m-e-n-t-e.

Ravioli patate e menta e non aggiungiamo altro (Andra li ha mangiati tutti).

Abbiamo gustato tutte queste portate assieme a una birra locale artigianale. Nadia ama sostenere le realtà che prediligono prodotti di qualità, Birra Carrù è una di queste.

Dolci fantastici e dove trovarli

Un tris di desserts così non li avete mai provati. Credeteci. Totalmente autoprodotti e totalmente troppo buoni.

Il Signor “Bis Ciocco”, composto da una base di crostata senza glutine con farina di grano saraceno, farina di castagne, nocciole, zucchero e burro vegetale prodotto da Nadia. Il secondo strato è una goduria composta da cremoso al cioccolato con latte di mandorla, cacao e gelee squisitissima di lamponi. Viene proposto anche in formato torta di compleanno (previa prenotazione).

Avete mai mangiato delle vere praline proteiche? A vederle sembrano dei bonbon, ma una tira l’altra. Sono composte da ceci lessi, nocciole, cioccolato e zucchero. Patiti cronici del cioccolato (come Andra) parliamo a voi, questo è il posto giusto!

Abbiamo lasciato per ultimo il dolce più paradisiaco mai assaggiato finora: biancomangiare (vegetale) alla vaniglia. Ciò che lo rende davvero inaspettato è lo sciroppo di ribes nigrum e elicrisio (è di Laboratorio Euphytos, andatevelo a cercare subito) con camomilla e fiori eduli. Una delicatezza e un relax tale nel mangiarlo che sarebbe un ottimo antistress da avere a portata di cucchiaio.

Non ci eravamo ancora mai approcciati alla cucina vegetale, ma sicuramente mangiare al Cardo e l’Ortica ci ha fatto riflettere molto sulla nostra alimentazione. Cara Nadia, abbi pazienza ma ti verremo a trovare più spesso!


All images © 2021 Simone Benso