Funghi a Torino e in Piemonte: dove cercarli, comprarli, coltivarli e mangiarli

Monica Pianosi Pubblicato il 16 Ottobre 2026

In questi giorni sembra essere successa una cosa strana: tutti improvvisamente hanno iniziamo tutti a parlare di funghi a Torino e non solo. C’è chi conosce un posto segretissimo in montagna che non rivelerà neanche sotto tortura, chi aspetta i porcini al mercato, chi controlla i menu dei ristoranti per mangiarli fritti e chi, molto più saggiamente, non raccoglierebbe un fungo senza avere un micologo accanto.

Perché il mondo dei funghi è molto più grande di un piatto di tajarin ai porcini. Ci sono fiere che celebrano i cercatori, passeggiate per imparare a riconoscere le specie, botteghe specializzate e piccoli produttori che coltivano shiitake nelle Valli di Lanzo. E sì, volendo i funghi possiamo persino provare a coltivarceli in casa.

Abbiamo quindi raccolto un po’ di indirizzi, appuntamenti e idee per vivere la stagione dei funghi a Torino e in Piemonte. Cestino o forchetta alla mano.

Sagre, fiere e feste per chi prende funghi e tartufi molto sul serio

Ottobre e novembre sono probabilmente i mesi migliori per programmare una gita fuori porta partendo da quello che si vuole mangiare. Funghi e tartufi diventano protagonisti di fiere, mercati e feste di paese: alcune enormi e conosciute in tutto il mondo, altre decisamente più locali. Ne abbiamo selezionate alcune di quelle che ci ispiravano di più.

25 ottobre | Fiera Nazionale del Tartufo a Montiglio Monferrato

Rimaniamo nel Monferrato per un’altra domenica dedicata al tartufo. A Montiglio Monferrato la fiera porta nel centro del paese tartufai, prodotti gastronomici e produttori del territorio, con il tartufo bianco come protagonista.

Novembre | Fiera Regionale del Tartufo a Murisengo

Chiudiamo tornando nel Monferrato, questa volta a Murisengo, dove la tradizione della fiera del tartufo ha più di cinquant’anni. La manifestazione è dedicata al Tartufo Bianco e Nero e ai prodotti del territorio e si svolge generalmente su due domeniche di novembre. Qui il consiglio è semplice: abbinate la fiera a un giro tra le colline del Monferrato e avete praticamente costruito la domenica autunnale perfetta.

Ottobre e novembre | Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba

Lei non ha bisogno di grandi presentazioni, è l’appuntamento piemontese per eccellenza dedicato al tartufo e nel 2026 arriva alla 96ª edizione. Il cuore della manifestazione è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, dove incontrare trifolao e commercianti e vedere – e soprattutto annusare – i tartufi del territorio. Intorno, degustazioni, vino, incontri, cooking show e appuntamenti sparsi per la città. Quest’anno la Fiera si svolge dal 10 ottobre al 6 dicembre, quindi avete parecchi weekend per trovare una scusa per andare ad Alba.

1 novembre | Fiera del Tartufo Bianco d’Alba e Nero a San Sebastiano Curone

Ci spostiamo verso l’Appennino piemontese, in provincia di Alessandria. San Sebastiano Curone dedica la sua fiera sia al tartufo bianco sia al tartufo nero, insieme agli altri prodotti del territorio delle Valli Curone, Grue e Ossona. Una bella alternativa per scoprire un angolo di Piemonte meno scontato.

18 e 25 ottobre | Fiera Nazionale del Tartufo Bianco a Moncalvo

Il 18, 24 e 25 ottobre 2026 anche Moncalvo ospita la 72ª Fiera Nazionale del Tartufo, tre giornate dedicate ai sapori del Monferrato. Tra mercati enogastronomici, artigianato locale, degustazioni, show cooking con chef di alto livello e musica dal vivo, il centro storico celebra una delle eccellenze più preziose del territorio.

Novembre | Fiera del Tartufo Bianco delle Colline Torinesi a Rivalba

Per trovare il tartufo non è necessario arrivare fino ad Alba. Sulle colline a nord-est di Torino, Rivalba dedica ogni anno una fiera al Tartufo Bianco delle Colline Torinesi. E ci ricorda che il tartufo fa parte anche del territorio immediatamente intorno alla città. Una buona idea se volete atmosfera da fiera del tartufo, ma non avete voglia di organizzare una giornata intera nelle Langhe.

Dove comprare i funghi a Torino

Porcini, finferli, chiodini, ovuli, trombette dei morti: in autunno cambia anche la spesa e sui banchi iniziano a comparire varietà che vediamo solo per poche settimane all’anno. A Torino ci sono alcune botteghe e realtà specializzate dove vale la pena andare proprio in questo periodo, con una sola regola: chiedere cosa c’è quel giorno. Perché con i funghi la disponibilità cambia continuamente e la cosa più interessante potrebbe non essere necessariamente il porcino che avevate in mente.

Trifule & Bulè
📍 Via Madama Cristina 4, Torino
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Le trifule sono i tartufi, i bulè i funghi. Nomen Omen.
Trifule & Bulè nasce da un’attività familiare specializzata nella selezione di tartufi e funghi e dal 2024 ha una bottega anche a Torino, in San Salvario.
Qui si trovano funghi freschi seguendo la stagionalità, tartufi e una selezione di prodotti conservati e trasformati. Il consiglio è arrivare senza idee troppo rigide e chiedere semplicemente: cosa c’è di bello oggi?

I mercati
E poi ci sono naturalmente i mercati torinesi. In autunno sui banchi di frutta e verdura iniziano ad arrivare porcini e altre varietà stagionali e Porta Palazzo è uno dei posti in cui vale la pena guardarsi intorno e confrontare quello che è disponibile quel giorno.
Ma non fermatevi necessariamente ai porcini. Finferli, chiodini, ovuli e altre varietà hanno stagioni e disponibilità diverse: chiedete provenienza e arrivi del giorno e lasciate che sia il banco a suggerire cosa cucinare.
Perché forse una delle cose più belle dei funghi è proprio questa: non ci sono tutto l’anno. E va bene così.

Imparare a conoscere i funghi

Quanti tipi di funghi esistono? Perché alcuni crescono sui tronchi degli alberi e altri spuntano dal terreno? E soprattutto: che cosa fanno quando non li vediamo? Perché i funghi sono molto di più che ciò che finisce nel nostro risotto. Hanno un ruolo fondamentale negli ecosistemi, contribuiscono alla decomposizione della materia organica e alcuni instaurano relazioni sorprendenti con le piante.

Se vi incuriosisce questo mondo, a Torino e dintorni ci sono associazioni, corsi e passeggiate che permettono di conoscerlo meglio. Senza bisogno di diventare cercatori di porcini.

Gruppo Micologico Torinese
📍 Corso Sicilia 12, Torino
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A Torino esiste un’associazione che studia i funghi da decenni: il Gruppo Micologico Torinese, nato per diffondere la conoscenza della micologia e promuovere la tutela degli ecosistemi. Il gruppo organizza conferenze, incontri di studio, mostre, esercitazioni di riconoscimento e corsi introduttivi. E gli argomenti vanno decisamente oltre la distinzione tra funghi commestibili e velenosi: si parla di biologia fungina, classificazione delle specie, rapporti con l’ambiente e persino di come sfatare alcune credenze popolari.

Associazione Micologica Piemontese: studiare i funghi alla Mandria
📍 Cascina Brero, via Scodeggio 197/A, Venaria Reale
Sito

Un’altra possibilità è quella dell’Associazione Micologica Piemontese, che organizza corsi dedicati al riconoscimento delle specie e alla loro ecologia. Nel 2026 il corso si svolge al Centro Visite e Didattico Cascina Brero, nel territorio del Parco La Mandria, a Venaria Reale. Il programma comprende dieci incontri tra lezioni teoriche, laboratori di identificazione e uscite in ambiente naturale. Un’occasione per scoprire non soltanto le caratteristiche dei funghi, ma anche quelle degli alberi e degli habitat in cui vivono. Il corso autunnale è in programma dal 14 settembre al 26 ottobre 2026.

Fungaria: passeggiate micologiche nelle Valli di Lanzo
📍 Germagnano e Valli di Lanzo (TO)
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A Germagnano, nelle Valli di Lanzo, c’è un progetto che parte da un’idea semplice: per proteggere i funghi bisogna prima imparare a conoscerli.

Si chiama Fungaria ed è stato fondato nel 2025 da Marzia, micologa, e Walter Muzzolon, geologo e perito agrario. Organizzano camminate micologiche, corsi, workshop e laboratori dedicati al mondo dei funghi, anche per bambini e famiglie. Le loro passeggiate sono un modo diverso di attraversare il bosco: si osservano forme, colori, consistenze e ambienti, si impara a riconoscere le specie e si scopre quanto i funghi siano legati alla vita degli alberi e degli altri organismi. Ma non si parla soltanto di biologia. Fungaria approfondisce anche l’etnomicologia, cioè il rapporto tra esseri umani e funghi nelle diverse culture, tra alimentazione, tradizioni e utilizzi artistici. E c’è un’altra cosa interessante: il progetto sostiene la Fungi Foundation, organizzazione internazionale impegnata nella conservazione dei funghi, destinandole una parte dei ricavi delle camminate in piccoli gruppi.

In Piemonte coltiviamo anche gli shiitake

Quando pensiamo ai funghi piemontesi ci vengono subito in mente porcini, finferli e tartufi. Ma sapevate che nelle Valli di Lanzo si coltivano anche gli shiitake, proprio come in Giappone? E non sono gli unici. In Piemonte ci sono piccole aziende agricole che stanno sperimentando la coltivazione di varietà che siamo abituati a incontrare soprattutto nei ristoranti asiatici o nei negozi specializzati. Una storia interessante perché ci ricorda che i funghi non sono soltanto un prodotto stagionale del sottobosco, ma anche un universo di tecniche agricole, ricerca e sperimentazione.

Fungaria Farm: gli shiitake crescono sui tronchi degli alberi
📍 Corso Sicilia 12, Torino
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Torniamo nelle Valli di Lanzo, dove Marzia e Walter di Fungaria hanno creato anche una piccola fungaia di montagna. La loro specialità sono gli shiitake coltivati su tronchi di legno locale, con una tecnica tradizionale giapponese adattata all’ambiente alpino piemontese.

Ma come funziona? Si utilizzano tronchi di latifoglie, che vengono inoculati manualmente con il micelio dello shiitake. I tronchi vengono poi sistemati in zone ombreggiate e umide del bosco, dove il micelio può colonizzare lentamente il legno e, quando le condizioni sono favorevoli, produrre i funghi. Niente grandi serre industriali: una coltivazione su piccola scala, che segue i ritmi naturali e utilizza il legno come substrato di crescita.

E non finisce qui. Fungaria sperimenta anche la coltivazione all’aperto di Pleurotus, Cardoncello, Lion’s Mane (Criniera di Leone), Reishi e Maitake.

Pauli Funghi: dalle Langhe, molto oltre il porcino
📍 Borgata Arbi 7, Sale delle Langhe (CN)
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A Sale delle Langhe, in provincia di Cuneo, c’è invece Pauli Funghi, un’azienda agricola biologica che coltiva varietà decisamente meno comuni sui banchi dei nostri mercati. Qui crescono shiitake, Pleurotus, Cardoncelli, Shimeji bianchi, Black Pearl e Reishi. Ogni varietà ha caratteristiche diverse: gli shiitake sono intensi e ricchi di umami, i Pleurotus hanno una consistenza morbida e versatile, i Cardoncelli sono più carnosi, mentre gli Shimeji bianchi hanno un sapore delicato e una forma particolarmente riconoscibile, con piccoli cappelli raccolti in gruppi.

L’azienda utilizza substrati naturali certificati biologici, lavora senza additivi chimici e punta su una produzione artigianale, con raccolta manuale e confezionamento senza plastica. E la cosa bella è che non stiamo parlando di funghi arrivati dall’altra parte del mondo, ma di varietà coltivate qui, tra le colline piemontesi. Pauli Funghi sta inoltre preparando un punto vendita aziendale tramite food truck, per acquistare direttamente i funghi freschi prodotti in azienda.

Dove mangiare funghi a Torino

C’è chi aspetta l’autunno per le castagne, chi per il foliage e chi per quel momento in cui sui menu dei ristoranti iniziano a comparire porcini, finferli e tartufo. Noi, prevedibilmente, apparteniamo un po’ a tutte e tre le categorie. A Torino ci sono trattorie, piole e ristoranti che seguono la stagionalità e che in questo periodo dell’anno diventano particolarmente interessanti. Abbiamo scelto alcuni indirizzi in cui ci piace tornare, tra grandi classici piemontesi e cucine capaci di reinterpretarli.

Le Vitel Etonnè
📍 Via San Francesco da Paola 4
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Le Vitel Étonné è uno di quegli indirizzi in cui la cucina piemontese incontra la stagionalità, tra ricette della tradizione e qualche interpretazione più contemporanea. In questo periodo i funghi porcini trovano spazio sia tra gli antipasti, con uno sformatino di porcini accompagnato da crema al Castelmagno, sia tra i primi, con i tajarin ai 36 tuorli d’uovo con funghi porcini. Due modi diversi di celebrare uno degli ingredienti più amati dell’autunno piemontese: da una parte la morbidezza dello sformatino e il carattere deciso del formaggio, dall’altra un grande classico della pasta fresca.

Le Vitel Etonnè Funghi

Raffaleo
📍 Via Piave, 5M
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Chi ha detto che per mangiare funghi bisogna necessariamente ordinare un piatto di tajarin? Da Raffaleo, la cucina contemporanea gioca con ingredienti, consistenze e influenze che arrivano anche da molto lontano. In menu troviamo i funghi enoki in tempura con salsa tartara, ma soprattutto due primi che ci incuriosiscono parecchio: Re porcino, una pappardella ripiena ai porcini con aglio piacentino, aghi di pino e jus, e VEG-XO, cavatelli fatti in casa con trippa di funghi, salsa XO di arachidi e funghi e katsuobushi di sedano rapa. Un indirizzo da segnare per scoprire quanto i funghi possano essere versatili, anche quando ci allontaniamo dalle ricette più tradizionali.

Lao
📍 Via Giuseppe Barbaroux, 25
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Dai tajarin ai porcini facciamo un salto in Cina, perché i funghi non sono certo una prerogativa della cucina piemontese. Da Lao, ristorante torinese dedicato a diverse tradizioni gastronomiche cinesi, li troviamo in preparazioni che giocano con consistenze, spezie e sapori completamente diversi. Ci sono gli Shui Jing Jun Gu Jiao, ravioli di cristallo al vapore ripieni di funghi e zucchine, e le taccole con funghi e anacardi saltati nel wok. Ma il piatto che ci incuriosisce di più è il Su Ma Po Dou Fu, una versione vegana del mapo tofu in cui i funghi prendono il posto della carne, immersi in una salsa piccante a base di fave e soia fermentata.

Osteria 12 Arcate
📍 Via Randaccio 74/A, Torino
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A Cascina Fossata, l’autunno si festeggia a tavola. Tutti i venerdì sera di ottobre e novembre, l’Osteria 12 Arcate propone I Venerdì dei Funghi, un menu speciale che attraversa i sapori del sottobosco, dai porcini ai finferli. Si comincia con una cappella di porcino alla griglia con crema di burro bianco e un fritto di porcini, per poi passare alle fettuccine di castagne al ragù di finferli, probabilmente il piatto che ci incuriosisce di più. Per secondo si può scegliere tra la tagliata di Fassona su carpaccio di porcino e la toma alla piastra con insalatina di porcini, in versione vegetariana.

Ristorante Il Gramsci
📍 Via Antonio Gramsci, 12 A
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Se per voi l’autunno significa soprattutto porcini, Il Gramsci ha due proposte che meritano attenzione. La prima è un grande classico piemontese: tajarin ai funghi porcini, con la pasta all’uovo che incontra uno degli ingredienti più amati della stagione. La seconda è ancora più semplice: funghi fritti, da gustare senza troppi giri di parole.
Il tutto in un ristorante che unisce i sapori della tradizione piemontese a un ambiente contemporaneo, perfetto per una cena in cui sono i piatti a parlare. Perché a volte non serve reinventare le ricette: basta farle bene.

funghi a torino Gramsci

Cantine Risso
📍 Corso Casale 79, Torino
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Ci sono posti che sembrano fatti apposta per l’autunno, e Cantine Risso è sicuramente uno di questi. Una piola torinese dove ritrovare i sapori della tradizione, tra piatti generosi, buon vino e quell’atmosfera conviviale che invita a fermarsi ancora un po’. Anche qui i funghi hanno il loro spazio nel menu: il risotto ai funghi si alterna ai tajarin, due grandi classici della cucina piemontese che seguono le proposte della cucina. E se avete voglia di continuare con i porcini, tra i piatti del giorno compaiono anche i porcini fritti. Un indirizzo da segnare per una cena autunnale senza troppe complicazioni.

Dove mangiare funghi fuori Torino

Per mangiare funghi, a volte, vale la pena organizzare una gita. Tra Canavese, Valchiusella e campagna torinese ci sono ristoranti che dedicano all’autunno piatti e menu speciali, valorizzando porcini, finferli e varietà meno conosciute.

Ristorante Cacciatori
📍 Via Moreno, 30 | Cartosio (AL)
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Ci sono ristoranti per cui vale la pena mettersi in macchina, e Cacciatori, a Cartosio, è uno di questi. Nell’Alto Monferrato, la famiglia Milano porta avanti una storia di ospitalità iniziata nel 1818, custodendo una cucina profondamente legata al territorio. Una delle particolarità del ristorante è la stufa a legna installata nel 1952, ancora utilizzata per cucinare. Qui le ricette della tradizione piemontese incontrano i prodotti delle stagioni, con una particolare attenzione alla pasta fatta in casa.
In autunno anche i funghi trovano spazio in cucina: tra le preparazioni ci sono la frittata di porcini e gli ovuli al forno con patate. Piatti che fanno venire voglia di organizzare una gita, sedersi a tavola e prendersi tutto il tempo necessario.

Ristorante Cacciatori

Trattoria nelle Vigne
📍 Via Moglia Gerlotto 7/A | Diano d’Alba (CN)
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Se l’idea di una gita autunnale nelle Langhe vi fa già venire fame, segnatevi Trattoria nelle Vigne, a Diano d’Alba. Qui si mangia come nelle trattorie di una volta, con un menu degustazione che segue le stagioni, piatti fatti in casa e una bella vista sulle colline. Tra le specialità proposte durante l’anno ci sono l’uovo poché con fonduta e funghi e gli immancabili tajarin ai funghi porcini, due piatti che raccontano perfettamente la cucina langarola. E quando arriva la stagione del tartufo bianco d’Alba, anche lui diventa protagonista della tavola. La particolarità? Non si ordina alla carta: si sceglie tra un menu completo da 39 € e uno ridotto da 35 €, entrambi con cinque antipasti, dolce e una selezione di portate della tradizione. Bevande escluse.

trattoria delle vigne

Le Miniere
📍 Piazza Martiri 1944 | Traversella (TO)
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Se cercate un ristorante in cui i funghi siano davvero protagonisti, segnatevi Le Miniere, a Traversella, in Valchiusella. Qui il menu autunnale si chiama Re Porcino e i suoi sudditi e non si limita ai grandi classici. Ci sono l’uovo poché con ragù di finferli e fonduta al Civrin di Cascina Prela, la zuppa di porcini e finferli gratinata e una cocotte che riunisce porcini, badius, piopparelli, finferli e patate gialle di Succinto. Per chi preferisce la tradizione non mancano comunque i tagliolini ai porcini, la polenta con tome della Valchiusella e funghi trifolati, e naturalmente i porcini fritti. Il menu degustazione parte da 42 €, ma diversi piatti sono disponibili anche alla carta.

Da quando ho iniziato a interessarmi di sostenibilità sono diventata vegetariana, ho venduto la macchina e ho preso un PhD. Ma non chiedermi di smettere di viaggiare.

Tutte le immagini sono di © Mirko Mina 2026

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