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50 sfumature di Langhe

50 sfumature di Langhe

Nello spiraglio di luce che intercorre tra una zona rossa e l’altra, il bisogno di varcare i confini torinesi diventa sempre più forte e puntare la bussola in direzione Langhe diventa quasi d’obbligo. Il programma? Rincorrere panorami, spazzolare in fretta un paio di piatti della tradizione, ficcanasare nelle cantine, condividere un bel calice di vino, pure due e addormentarsi stanchi ma felici in una casa da sogno. Il lockdown ci ha intorpiditi, ma le giornate iniziano ad allungarsi e non bisogna perdersi d’animo: finché ci saranno le Langhe ad aspettarvi, il calice sarà sempre pieno! In attesa di uscire dalla zona rossa, qui qualche idea dal nostro itinerario dalla scorsa estate.

P.s. Le aperture e chiusure altalenanti degli ultimi mesi potrebbero aver influito sulle aperture dei locali citati nell’articolo. Consigliamo sempre di telefonare per assicurarsi del regolare svolgimento del servizio.

First things first.

Il nostro giro parte spesso da Dogliani, un luogo a cui siamo molto legati. Nel nome già riecheggia un passato mitologico: sembrerebbe infatti derivare da Dolium Jani e fa riferimento alla leggenda secondo la quale il dio Giano si recò in queste zone proprio per il vino – da qui anche la “doglia”, una specie di caraffa rappresentata anche nello stemma cittadino. Mica scemo, ‘sto Giano.

A livello architettonico sono molti i punti d’interesse che valgono una visita: dalla Parrocchia dei Santi Quirico e Paolo, con la sua iconica cupola in rame azzurro alle guglie gotiche di colore rosso fanno da guardia all’ingresso del cimitero, il Borgo regala tantissime gioie.

Salendo verso il Borgo di Dogliani Castello, l’antico nucleo medievale della città, si entra in una dimensione più intima: la stessa che ci ha accolto due anni fa per una festa inaspettatamente emozionante, frutto di iniziative culturali e di promozione del territorio che nascono qui, specialmente grazie al grande impegno di associazioni come Serafina Quota e il Gruppo Volontari Castello C’è.  A Dogliani Castello è d’obbligo una visita alla calcografia Al pozzo, la storica bottega specializzata in pregiatissime stampe d’arte, calcografie e tipografie.

Non ti trovi nelle Langhe se non scorgi in lontananza una bellissima torre merlata: quella di Dogliani, la Torre Civica dell’Orologio, si trova nella piazza del Belvedere. Non troverai un panorama migliore di questo qua e, se avrai la fortuna di trovare aperto il bistrot VaLanga del Belvedere, potrai godere di questa visto fino a che il sole non tramonterà del tutto affondando nel tuo primo calice di vino della serata. 

Dormire in Langa

Se cercate un posto per la notte, Dogliani è un’ottima posizione strategica in cui cercare riposo: la cittadina infatti, fa da ponte tra l’Alta Langa e le colline del Barolo ed è un ottimo punto di snodo per tutte quelle gite all’insegna della scoperta e dell’imprevedibilità (vedi macchina che si spegne in salita, ahem).

La nostra àncora di salvezza in questo caso è Yvonne e le sue magnifiche Serafina Houses: due di queste abitazioni si trovano proprio a Dogliani Castello, caldi appartamenti incastonati nel borgo antico come pietre preziose, rifugio perfetto per una fuga fuori città (potete controllare la disponibilità su AirBnb o sul sito).

In questi appartamenti dall’aspetto essenziale ma dall’atmosfera calda e accogliente, tutto è pensato per far sentire l’ospite parte di qualcosa di unico: la struttura originale dell’edificio è rimasta intatta, mentre gli interni sembrano essere plasmati dalla terra, in un dialogo costante con il territorio e i materiali che questo offre. Infatti, molti dei materiali di riuso come legno e ferro, qui trovano nuova vita e vengono reinterpretati, con gusto nuovo e contemporaneo e attenzione all’ambiente, dagli artigiani locali o da artisti che ogni anno vengono richiamati dal fermento che si respira in paese, grazie alle mille attività promosse dall’associazione Serafina Quota.

L’associazione infatti, promuove il territorio e i suoi frutti attraverso numerose attività culturali, tra cui quella che prende il nome di Do what you love: ogni anno, artisti da tutto il mondo vengono coinvolti attivamente per la realizzazione di un’etichetta per le bottiglie di vino prodotte in collaborazione con l’Azienda Agricola Mauro Veglio

Bottiglie che, se siete fortunati, vi attenderanno all’ingresso, insieme ad una meritata sensazione di pace e tranquillità… Do what you love – recita l’etichetta. E noi prendiamo sul serio il consiglio.

We Love… Mangiare & Bere

Quello che ci piace di più, ovviamente, si fa con una forchetta, un coltello, un piatto ed un calice. E non c’è posto migliore delle Langhe per esaudire il nostro folle desiderio enogastronomico, a cominciare dalla colazione: si parte senza indugio in direzione Belvedere Langhe per una colazione nel bellissimo dehor di Number 10. Questo posto serve un ottimo aperitivo e cena, perciò se vi ricapita, tornateci anche in altri momenti. Ma per adesso limitatevi ad una fetta di sbrisolona con le albicocche mentre osservate il magnifico paesaggio a perdita d’occhio. 

Sulla strada fate attenzione alle piccole cappelle ed edicole votive disseminate lungo il percorso: non tutte valgono uno stop, ma contribuiscono senza ombra di dubbio, a rendere il paesaggio più suggestivo (non parcheggiate in curva sennò fate una brutta fine).

La mattina è il momento perfetto per abbracciare l’imprevedibilità: visto che siete qui vi consigliamo un giro a Monforte d’Alba, uno dei borghi più belli d’Italia. Perdetevi nelle viuzze ripide e strette, fino a Piazza Antica Chiesa, che domina la collina. Molto suggestiva è la visita all’Auditorium Horszowski, un anfiteatro naturale ricavato dalla forma naturale del terreno, dai gradoni sono completamente rivestiti d’erba. Le note jazz che provengono dagli altoparlanti potrebbero farvi venir voglia di prendere il vostro compagno e trascinarlo in un ballo ritmato sui gradoni: fatelo, ballare distoglie dai brutti pensieri.

Perdetevi (ma non troppo) ad ammirare i filari e i vigneti e quando poi inizierà a farsi sentire la fame, puntate il navigatore verso Roddino. Da Uri Sapori Condivisi troverete ristoro e tranquillità, ma le vostre papille gustative continueranno a viaggiare.

Uri, in coreano, significa “noi”, un invito alla convivialità e alla scoperta, dove sperimentare con sapori familiari ma anche nuovi e inaspettati, condividendo la passione della buona tavola con le persone che si amano. La location, con vista nientepopodimenoche-panoramica, merita 100 punti.

V for Vendemmia

Non siete autorizzati a dire di essere stati nelle Langhe senza esservi concessi una degustazione presso una delle cantine locali. Meglio ancora se accompagnata da un’esperienza a 360 gradi sulle colline del Barolo, come quella che offre l’Azienda Vinicola Mauro Veglio con sede a La Morra. 

Qui, la famiglia Veglio, lavora con passione da generazioni alla produzione di un vino equilibrato, rispettoso del territorio e della tipicità d’origine, frutto di un attento lavoro di selezione in vigna e un’altrettanta cura in cantina. Maestri del Barolo (di qui producono quattro prestigiose qualità come l’Arborina, il Gattera, il Rocche dell’Annunziata e il Castelletto), la sanno lunga anche sui grandi rossi di Langa: il Langhe Nebbiolo, il Barbera e il Dolcetto d’Alba e sono pronti a dimostrarvelo.

La passione per la vinificazione è forte in questa famiglia, e si è tramandata di generazione in generazione fino a trovare, in Mauro e Daniela e il nipote Alessandro, degli appassionati ambasciatori che amano mettere tutta la loro esperienza al servizio dei visitatori più curiosi, riuscendo, ancor prima di aver aperto una bottiglia, a metterli a proprio agio e a farli sentire a casa.

Una passeggiata tra i filari, una visita nelle cantine, e si respira la storia, l’amore e la dedizione a questa terra e ai suoi frutti, che è la vera chiave di volta di ogni buon vino. Esperienze immersive e genuine, da fare insieme con gli amici o la propria famiglia, coronate da con una degustazione finale con vista panoramica very Instagram-friendly.

Smaltire le sbronze camminando

La giornata non può che chiudersi in bellezza a Serralunga D’Alba, dove un tramonto non va mai sprecato e un ultimo calice di vino non si nega a nessuno. Per gli amanti delle passeggiate impegnative (non noi insomma), l’Anello di Serralunga è d’obbligo: un percorso panoramico di quasi 10 km che parte da Piazza Marconi si snoda attraverso vigneti e noccioleti, borgate immerse nel verde fino al Castello, simbolo di questo luogo. Per gli amanti delle scorciatoie: al Castello ci si arriva in 10 minuti, anche senza dover fare tutto il giro di peppe (ma non senza un po’ di sano fiatone ovviamente).

Mentre ci perdiamo nel dedalo di viuzze strette, Fabio ci delizia col racconto sulla vita straordinaria di uno dei suoi nonni (elegantissimo signore che, vestito di tutto punto, ripuliva le strade dalle erbacce portando a spasso un’arzilla capretta). 

Sulla vetta, ad attenderci, il Castello di Serralunga D’alba, maestosa fortezza medievale eretta nel XIV secolo per volere della famiglia Falletti. Le visite guidate al Castello sono possibili, ma noi per questa volta ci perdiamo in chiacchiere sul muretto, complici l’arietta fresca, il panorama, il tramonto, quelle cose lì.

Attività consigliate qui: perdere la cognizione del tempo, regalarsi un altro calice di vino dalla Vinoteca Centro Storico, poi una bottiglia da E’ Divino, accompagnarci un tagliere, facciamo due, una battuta di Fassona, facciamo tre. Quanti vitelli tonnati? Abbiamo perso il conto.


All images © 2021 Fabio Rovere