8 cose da fare a Torino in primavera

Monica Pianosi Pubblicato il 20 Marzo 2026

Che si parli dell’inverno più rigido mai registrato o dell’estate più tenace, non c’è stagione che non calzi a pennello su questa città: se il vestito più colorato lo indossa in autunno, nascosto tra le pieghe dei primi cappotti, è invece in primavera che dà il meglio di sé risvegliando le narici impigrite dai raffreddori invernali e cancellando quella patina opaca che ci copre la faccia durante i mesi passati in casa. Scongelate le giacche di jeans e i chiodi di pelle, è arrivato il momento di andare alla riscoperta di una Torino primaverile sotto una luce tutta nuova. Ecco tutte le cose da fare a Torino in primavera che ci piacciono di più!

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Cominciate con una pausa

Prima tappa del tour Bentornata Primavera: una bella tazza di caffè nel ritrovato dehor. Perché non esplorare allora le zone intorno alla Dora, dove il clima mite incontra le acque inquiete del fiume e sedersi all’aperto è un gesto quasi di ribellione. Per riscoprire il mondo fuori in maniera più graduale potete optare per una colazione o un brunch in serra: proprio quella di Café Bloom – ché tra piattoni ciccioni e centrifugati salutari riempirà le vostre pance e vi farà fare una bellissima figura su Instagram. A pochi passi si trova anche Petronilla, che di dehor ne sa qualcosa, ma anche sul brunch & aperitivi non si fa dare lezioni da nessuno.

Café Bloom | Via Catania, 21/A
Petronilla | Corso Verona, 38/E

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L’esplosione lentissima di un seme

Con la giusta carica di caffè e di calorie non necessarie siete ora pronti per andare in esplorazione. Dov’è che la primavera ha lasciato i suoi segni più evidenti? Nei viali alberati di Crocetta o forse in una insospettabile San Salvario, dove le chiome più accese rubano la scena al neon dei mini market? Enzo Mari diceva che un albero è l’esplosione lentissima di un seme: a Torino alcuni di questi sembrano esplodere quasi da un giorno all’altro e la città diventa un vero campo minato.


L’anno scorso in questo reel avevamo anche fatto un piccolo tour della fioritura dei glicini a Torino insieme alla nostra amica Angela.

Il tour inizia da Corso San Maurizio 7E, dove una pianta di glicine molto tenace ha scalato la facciata di un palazzo di cinque piani. Prosegue nella zona intorno ai Giardini del Fante, dove piante di glicine di tutte le misure, si arrampicano su, ringhiere e balconi. Prosegue verso Porta Susa (in corso Castelfidardo angolo Via Magenta) dove si incontra un palazzo con dei balconi meravigliosamente addobbati da una pianta di glicine che si allarga su un terzo della facciata. Per la tappa successiva scommettiamo che ci siete passat* mille volte ma forse sempre troppo di fretta: il cavalcavia di Corso Bramante. Dopo tutto questo camminare era ora di uno spuntino: sapevate che i tavoli dell’Imbarchino che danno sul fiume sono coperti da una pergola carica di glicine? E per finire non potevamo concludere che con la tappa d’eccellenza, quella che a Torino tutti conoscono come “Casa dei glicini”, la villetta di Via Cosseria 9, ed è inutile dirvi che mentre eravamo lì, tutte le persone che passavano si fermavano con il naso all’insù a fotografare quella meraviglia.

Sconsigliamo questa tappa agli allergici al polline: saltate il turno e passate direttamente alla tappa successiva.

Di Api e Aperitivi

Orto Botanico di Torino | Viale Mattioli, 25

Dopo la chiusura invernale l’Orto Botanico di Torino riapre ufficialmente i battenti il 28 marzo. Potete regalarvi una passeggiata all’interno della struttura (l’ingresso è compreso nell’Abbonamento Musei) o iscrivervi a una delle tante visite guidate organizzate dall’Orto. Nel video qui sotto trovate il racconto dell’Orto Botanico insieme a luca e Michele, aka gli History Tellers.


Coronate l’esperienza con una birretta senza troppi fronzoli sulle rive del Po proprio alle spalle del giardino: un paio di Peroni e due patatine al primo chiosco dietro l’angolo e il tramonto sul fiume è servito.

Bentornata Street Art

Se c’è una cosa che amiamo di Torino in primavera, è quel momento in cui il grigio dell’inverno lascia spazio ai colori, e non parliamo solo dei fiori nei parchi. Se camminando tra le vie di Vanchiglia non vi siete ancora accorti che i muri hanno iniziato a “parlare”, forse siete ancora in letargo. Un esempio perfetto sono i murales di Camilla Falsini tra via Cigliano e corso Tortona: forme geometriche e tinte pop che sembrano dare il benvenuto alla nuova stagione meglio di qualsiasi previsione meteo.

Da qualche anno Torino è diventata un immenso museo a cielo aperto grazie a 18 opere di arte urbana che non sono solo belle da vedere, ma portano con sé un messaggio profondo. Il progetto, chiamato “TOward 2030, What are you doing?”, è nato per rendere la città portavoce dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (più uno, il “Goal Zero”, ideato da Lavazza).

Passeggiando per la città, potrete imbattervi in questi “tatuaggi metropolitani” che affrontano temi cruciali:

  • La Città delle Dame: in corso Belgio 79, Camilla Falsini firma un omaggio all’uguaglianza di genere con il suo stile inconfondibile.
  • The Rubbish Whale: tra corso Regina Margherita e via Cardinale Cagliero, l’opera di Mrfijodor ci ricorda l’urgenza di proteggere gli oceani.
  • 4Education: The Perfect Circle: vicino al Campus Einaudi, in viale Ottavio Mai, Vesod racconta l’importanza di un’istruzione garantita per tutti.
  • Swimming Towards a New Existence: in corso Moncalieri 61, Louis Masai usa i suoi pennelli per parlarci di salute e benessere.

Questi murales giganti non sono solo decorazioni, ma un invito diretto a ognuno di noi: la domanda “What are you doing?” ci ricorda che la salvaguardia del pianeta è un compito che riguarda tutti, nessuno escluso. Sono tantissimi gli street artist che hanno lasciato il proprio segno a Torino: il primo che li colleziona tutti vince una caramella al limone.

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Una giornata di attività

Rowing class | Qualsiasi Società dei Canottieri lungo il Po
530 Run | Parco del Valentino (Arco Monumentale)

Unisciti a un Running Club a Torino | Scoprili tutti qui
Semi di Yug | Parco del Valentino

Se tutte queste novità hanno risvegliato in voi il sacro fuoco dell’attività fisica non avete più scuse per rimandare con la scusa del freddo: è forse arrivato il momento di lanciarvi e provare quella lezione di canottaggio che tanto vi spaventa? O forse è l’anno giusto in cui correrete una maratona? Qualunque sia il vostro buon proposito potete cominciare mettendovi alla prova partecipando a uno dei tantissimi Running Club in città. Trovate il nostro articolo per trovare quello perfetto qui. I più coraggiosi, invece, non dovranno perdersi la tappa torinese della 530 Run del 29 Maggio: una 5K da correre in città alle primi luci dell’alba, le 5.30 per l’appunto. Se invece puntate ad un approccio più spirituale tenete d’occhio Semi di Yug: ricordiamo con piacere le lezioni di yoga outdoor degli anni scorsi e l’idea di ristabilire una connessione più profonda con la natura, sì, anche in città, ora è più importante che mai! E poi non c’è sensazione migliore del solletico del praticello fresco sotto i piedi.

Arte e cultura in piena fioritura

Hanami alla Venaria Reale | Apertura serale e giornaliera
Pista 500 al Lingotto

Chiharu Shiota al MAO
Fotografia e Clima alle Gallerie d’Italia
Edward Weston a CAMERA
Notti magiche alla GAM
Primavera al Castello

Sappiamo che in primavera il rischio di pioggia improvvisa è dietro l’angolo, ma quando il sole decide di splendere, Torino e i suoi dintorni si trasformano in un set cinematografico. Se non volete restare chiusi in casa e cercate un senso per il vostro sabato pomeriggio di aprile, ecco dove puntare:

  • Hanami a Venaria Reale. Per sentirsi un po’ in Giappone senza lasciare il Piemonte, la tappa obbligatoria è il Giardino delle Rose della Reggia di Venaria. Qui la fioritura dei ciliegi è uno spettacolo che riconcilia con il mondo: petali rosa, aria di festa e tutta l’eleganza sabauda a fare da cornice.
  • Pista 500 al Lingotto. Se invece cercate una vista mozzafiato, salite sul tetto del Lingotto. La storica pista di collaudo Fiat è oggi il giardino pensile più alto d’Europa: una passeggiata tra installazioni d’arte contemporanea e specie vegetali selezionate, con le Alpi che sembrano quasi di poterle toccare.
  • Chiharu Shiota al MAO. Fino al 28 giugno 2026, il Museo d’Arte Orientale ospita “The Soul Trembles”. È una delle più grandi retrospettive italiane dedicate all’artista giapponese, celebre per le sue ragnatele immersive di fili rossi e neri che esplorano i temi della memoria e dell’anima.
  • Fotografia e Clima alle Gallerie d’Italia. Dal 18 marzo al 6 settembre 2026, Nick Brandt porta in Piazza San Carlo “The Day May Break”. Una mostra fotografica di impatto sociale che affronta l’emergenza climatica e il suo legame con il mondo animale e umano.
  • Edward Weston a CAMERA. Per chi ama la fotografia pura, fino al 2 giugno 2026 il Centro Italiano per la Fotografia dedica una grande mostra a Edward Weston. Con oltre 170 immagini, è un viaggio incredibile attraverso la “materia delle forme”, dai primi scatti pittorialisti fino alla modernità più radicale.
  • Notti magiche alla GAM. Se riuscite a passare entro il 12 aprile 2026, non perdetevi “NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni”. Una mostra evocativa che raccoglie secoli di rappresentazioni notturne, perfetta per sognare un po’ ad occhi aperti.
  • Primavera al Castello. Dal 21 marzo al 29 maggio 2026 tornano anche i laboratori e le visite guidate a tema stagionale. È l’ideale se cercate un’attività che unisca la bellezza dei giardini alla scoperta storica, con percorsi pensati anche per i più piccoli.

Cucina sì, ma di stagione!

ERIA – Cinque Petali | Via S. Pio V, 11
Mezzaluna Bio |
Orto già Salsamentario |
Chiodi Latini | Via S. Quintino, 33/C

È arrivato il momento della cena, dell’aperitivo o di quello che preferite. Godetevi le ultime ore di luce e quella brezza leggera prima del tramonto, magari riparati sotto la grande veranda di ERIA – Cinque Petali, una delle terrazze più suggestive di San Salvario, perfetta con le sue lucine e il pergolato verde.

Per la cena, il consiglio è di osare con una proposta fuori dalle righe: una serata completamente vegetale. È il momento giusto per uscire dalla comfort zone e scoprire sapori a cui forse non avreste mai dato una chance. Ecco i posti del cuore selezionati da Le Strade:

  • Mezzaluna Bio. Un pezzo di storia della città sabauda che dal 1994 propone cucina naturale e biologica nel cuore del Quadrilatero Romano. È il posto perfetto per sentirsi a casa e gustare piatti genuini come gli agnolotti, ma in versione totalmente vegetale.
  • Orto già Salsamentario. Se cercate un’esperienza interessante in Borgo Po, qui la cucina vegetale è creativa e di carattere. Per un approccio più “easy”, c’è anche il suo cugino spigliato, l’Orto Cafè, che serve opzioni dolci e salate in un ambiente bar molto curato.
  • Chiodi Latini New Food. Per i più curiosi, questo è l’esperimento ambizioso di Antonio Chiodi Latini. Un’alta cucina delle terre che trasforma i prodotti vegetali in percorsi gourmet sorprendenti. Se preferite qualcosa di più pop, la sua Trattoria Vegetale al Mercato Centrale offre formule veloci che rendono decisamente felici.

Ehi, lo sappiamo cosa state pensando, ma per una sera lasciate da parte i dubbi. Godetevi i prodotti che la terra ha protetto con cura e lasciatevi stupire da quanto possa essere soddisfacente una cena senza carne né pesce.

E quindi uscimmo a riveder le stelle

È arrivato il momento di svelare quella che, per noi, è la vera ciliegina sulla torta di questo itinerario primaverile. Se state cercando un’esperienza che vada oltre la solita gita fuori porta, dovete assolutamente scoprire Selucente. Situato tra le Alpi Liguri, a circa mille metri di altitudine, questo progetto trasforma l’idea di “dormire fuori” in qualcosa di magico. La protagonista assoluta è la StarsBOX: una casetta di legno dal design essenziale, ispirata ai giacigli dei pastori, ma con un segreto tutto speciale. Il suo tetto, infatti, è completamente apribile. Immaginate di infilarvi sotto le coperte e, con un semplice gesto, ritrovarvi a tu per tu con il cielo stellato, avvolti solo dal silenzio della montagna e dal profumo del legno.

È un nido a metà tra una tenda e una capanna, dove l’estetica si sposa con l’etica della sostenibilità. Oltre alle StarsBOX, Selucente offre anche l’esperienza delle GlamBOX, piccoli moduli trasparenti che permettono di sentirsi immersi nella natura senza rinunciare a un tocco di comfort in più.

Nato inizialmente come installazione singola nell’estate 2018, il progetto StarsBOX si è oggi ampliato in una vera e propria “Costellazione”: una rete di queste casette sparse su tutto il territorio italiano. Per scoprire la mappa completa e scegliere il vostro prossimo rifugio sotto le stelle, vi basta fare un salto sul sito starsbox.it. Preparate lo zaino, la primavera è il momento perfetto per tornare a guardare in su.

Da quando ho iniziato a interessarmi di sostenibilità sono diventata vegetariana, ho venduto la macchina e ho preso un PhD. Ma non chiedermi di smettere di viaggiare.

Tutte le immagini sono di © Arianna Cristiano 2026

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